Il Duomo

Info utili

Indirizzo: piazza del Duomo

Telefono: 02 72022656

Mail: info@duomomilano.it

Sito: www.duomomilano.it

Orari: tutti i giorni dalle 7.00 alle 19.00; ultimo ingresso 18.45

Prezzi: Ingresso gratuito

Raggiungibile con:
MM1 MM3 fermata Duomo


Tram
1 2 3 4 12 14 19 20 24 27

Accessibilità

Il Duomo di Milano è facilmente accessibile tramite due ampie rampe laterali che permettono di superare il basamento rialzato. Gli ampi portoni sono mantenuti costantemente aperti.

L’interno è accessibile ad esclusione della cripta e del battistero cui si accede tramite scale; quest’ultimo è poi accessibile tramite il mezzanino della metropolitana. Per entrare è necessario suonare e attendere presso l’ingresso dell’ascensore.

Terrazze del Duomo

L’accesso alle terrazze avviene tramite due ascensori fruibili dall’interno del Duomo.

Sul transetto nord e sud due ascensori (113x83 cm, ingresso cm 65) permettono di accedere alle terrazze del duomo; tuttavia, a causa si gradini e passaggi stretti, solo una parte del percorso delle terrazze del duomo risulta accessibile (per info 02-72022656); la salita è gratuita se muniti di tesserino che attesti l’invalidità. Alternativamente, è possibile richiedere la salita direttamente dall’interno del Duomo agli addetti della cattedrale.

BASTONE
CARROZZELLA
ACCOMPAGNATO
Parcheggio
Via Agnello (Parcheggio Rinascente)
Tragitto
 
Entrata
 
Porte
 
Porta automatica
No
Entrata coperta
Si
Ostacoli
Si
Spazi
 
Stesso livello dell’entrata
No
Ascensore / Montascale
No
Barriere / Ostacoli
Si
Spazio di manovra
Si
Note
Parcheggio
Via Agnello (Parcheggio Rinascente)
Tragitto
 
Entrata
 
Porte
 
Porta automatica
No
Entrata coperta
Si
Ostacoli
Si
Spazi
 
Stesso livello dell’entrata
No
Ascensore / Montascale
No
Barriere / Ostacoli
Si
Spazio di manovra
Si
Note
Parcheggio
Via Agnello (Parcheggio Rinascente)
Tragitto
 
Entrata
 
Porte
 
Porta automatica
No
Entrata coperta
Si
Ostacoli
Si
Spazi
 
Stesso livello dell’entrata
No
Ascensore / Montascale
No
Barriere / Ostacoli
Si
Spazio di manovra
Si
Note

Il Duomo di Milano è il monumento simbolo del capoluogo lombardo ed è dedicato a Santa Maria Nascente come ci indica l’insegna sulla facciata. È in stile tardo gotico ed è realizzato in marmo bianco rosato proveniente dalle cave di Candoglia. Si estende su una superficie di 11.700 metri quadrati ed è la quarta chiesa d’Europa per estensione, dopo San Pietro in Vaticano, Saint Paul a Londra e la cattedrale di Siviglia.

La sua costruzione iniziò nel 1386 sull’area in cui sorgevano la basilica di Santa Tecla e la basilica di Santa Maria Maggiore, in seguito incorporata nella nuova cattedrale. Il progetto iniziale voluto dall’arcivescovo Antonio da Saluzzo secondo le modalità del romanico lombardo fu modificato pochi anni dopo da Gian Galeazzo Visconti che volle farne il simbolo del suo potere. A questo proposito fu costituita la Veneranda Fabbrica del Duomo, con lo scopo di riprogettare il Duomo secondo lo stile del maturo Gotico internazionale.

Dato che il cotto non consentiva la realizzazione del nuovo modello gotico il Visconti mise a disposizione della Fabbrica la cava di marmo di Candoglia, situata nella bassa Valdossola. I blocchi marmorei erano trasportati in città per via d’acqua, dal Lago Maggiore attraverso il Ticino, il Naviglio Grande fino al laghetto di Santo Stefano in Brolo -un piccolo bacino artificiale scavato tra l’ospedale e la chiesa di Santo Stefano, oggi non più esistente, per essere lavorati nella Cassina, il cantiere a ridosso dell’abside. Il Duomo non è il frutto di un unico progettista, ma dei migliori architetti, ingegneri, scultori e capimastri lombardi del tempo, tra i quali i Maestri Campionesi, gli eredi della bottega del pisano Giovanni di Balduccio.

A causa della mancanza nel Milanese di numerosa mano d’opera capace di lavorare il si aggiunsero anche artisti provenienti dal centro Europa che diedero vita a un ricco apparato scultoreo. Nel cantiere del Duomo si fusero così esperienze e linguaggi molto diversi che furono in grado di dilatare lo spazio e dare alle strutture uno slancio e un dinamismo del tutto nuovo. Le statue sono circa 3400 in totale, di cui 1100 all’interno e 2300 all’esterno.

Alla storia del Duomo è riconducibile anche un modo di dire tipico lombardo: “a uf”, che significa “gratis, senza spesa”. Si riferisce ai trasportatori dei blocchi di marmo che erano esentati dal pagamento dei dazi grazie alla scritta “AUF - Ad Usum Fabricae” sulla chiglia delle barche.

Il portale centrale fu scolpito tra il 1895 e il 1906 da Ludovico Pogliaghi con rilievi gotico-floreali. È stata la prima cattedrale al mondo ad avere le vetrate illuminate dall’interno, visibili ancora oggi di sera, nei weekend e durante le feste religiose. Rappresentano un grandioso ciclo decorativo e alcune di esse sono state disegnate dagli artisti Vincenzo Foppa e Cristoforo de Mottis.

Impossibile dire tutto quello che è custodito al suo interno, ma per avere una linea guida vi troverete: il monumento funebre in onore dei fratelli Medici di Marignano di papa Pio IV; il coro ligneo dei canonici del XVI secolo; la cripta che custodisce nel retrocoro il Tesoro del Duomo; la cappella con l’urna di San Carlo Borromeo; il tesoro con pezzi di arte sacra molto pregiata; il candelabro Trivulziano, detto “albero” dalla fine del XII secolo, opera del bronzista Nicola da Verdun e donato al Duomo nel 1562 dall’arciprete Trivulzio; il battistero in porfido egiziano del IV secolo d.C.; il battistero di San Giovanni e quello di Santo Stefano.


Una visita a parte va riservata alle emozionanti terrazze del Duomo alle quali si accede con l’ascensore sul lato della Rinascente oppure ancora meglio se chiedete direttamente agli addetti all’interno del Duomo. Passando tra le guglie e le statue a pochi metri dalla Madonnina, potrete godere di una fantastica vista su tutta Milano e contemplare la pavimentazione della Piazza che da questo punto assume un fascino diverso.

La statua della Madonnina, realizzata da Giuseppe Perego e raffigurante la Madonna Assunta, fu issata sulla guglia maggiore del Duomo nel 1774. Dato che la guglia su cui si erge è molto sottile fu realizzata con la tecnica dello sbalzo: vuota all’interno e sorretta da un’intelaiatura in ferro, mentre la parte di modellato è fatta di rame ricoperta di foglia d’oro. Per l’evento non ci fu alcuna cerimonia nonostante si trattasse del momento finale della costruzione del Duomo, durata oltre trecento anni. La statua non destò particolare passione nel cuore dei milanesi fino alle Cinque Giornate del 1848 quando uno dei patrioti le pose accanto un tricolore e così divenne il simbolo della città. In realtà il diminutivo non è propriamente corretto perché la Madonnina è alta 4,16 metri ed è posta all’altezza di 108,5 metri da terra.

Negli anni Trenta per volere dello stesso Mussolini fu promulgata una disposizione che prevedeva che non si potesse costruire nessun edificio di altezza superiore alla Madonnina che fino a quel momento deteneva il primato. Così sia la Torre Branca sia la Torre Velasca furono costruite con un’altezza appena sotto questa soglia. I milanesi durante la Prima Guerra mondiale la coprirono con gli stracci per nasconderla e proteggerla dalle distruzioni del conflitto.

Non tutti lo sanno, ma quando nel 1960 fu inaugurato il Pirellone ci si rese conto che era alto 127 metri, ben 20 metri in più rispetto all’altezza della Madonnina. Si ricorse così a un escamotage tutto italiano: venne realizzata una copia di 85 centimetri che fu posta sul tetto del nuovo grattacielo realizzato da Gio Ponti in modo tale che la Madonnina potesse continuare a vegliare sui milanesi. Nel 2010 la copia è stata spostata sulla sommità del Palazzo Lombardia, sede della Regione Lombardia, a 161 metri d’altezza.

Alla Madonnina è dedicata la celebre canzone in dialetto milanese Oh mia bela Madunina scritta nel 1934 da Giovanni D’Anzi in cui è messa in competizione con le bellezze di Napoli e Roma e si promette accoglienza a chiunque giunge a Milano in cerca di fortuna.

Battistero

Non tutti sanno che al di sotto di Piazza del Duomo si trova il battistero di San Giovanni alle Fonti, sopraelevato di quattro metri rispetto al livello del suolo originario e visitabile dalla mezzanino della metropolitana.

Fu costruito tra il 378 e il 397, forse per volere del vescovo Ambrogio, quando Milano era la capitale dell’Impero romano d’Occidente. Nel 387 Ambrogio vi battezzò per immersione Agostino d’Ippona che si era convertito da poco al cristianesimo insieme al figlio e ad alcuni amici.

Sono visibili i resti della pavimentazione in opus sectile, un’antica tecnica artistica che utilizzava marmi o paste vitree per realizzare decorazioni a intarsio, e a un frammento di affresco del XII secolo. La vasca centrale ha una forma ottagonale che richiama la resurrezione cristiana ed è larga più di cinque metri. Le tessere dei mosaici che dovevano ornare la volta del Battistero sono visibili in alcune vetrinette dove sono conservati altri reperti rinvenuti durante gli scavi. Sono visibili anche i resti della basilica di Santa Tecla, perduti durante i lavori per la costruzione della linea rossa della metropolitana negli anni Sessanta, di cui sopravvivono la zona absidale.